La crisi non ferma la voglia di tatuaggi-Tinydeal

Massa, 12 gennaio 2014 - La crisi non ferma al corsa dei massesi a tatuarsi. Sì, la mancanza di lavoro e i problemi economici non impediscono ad uomini e le donne (divisi equamente) di recarsi negli studi in città e a Marina di Massa dove lavorano professionisti del settore. Per la verità c’è anche chi lavora in casa, di solito «in nero», ma ufficialmente nel territorio comunale le attività aperte sono 5 o 6 e tra questa solo una è gestita da una ragazza: Susanna Basilico che ora ha 28 anni ma ha aperto l’attività 5 anni fa.

«Sono di Massa, ho studiato al Liceo Lingustico e ho frequentato per due anni l’Università di Pisa, facoltà di lingue e letteratura. Poi ho capito che non era la mia strada: disegnavo tatuaggi belli anzichè prendere appunti». E quando Susanna Basilico ha deciso cosa avrebbe fatto nella vita, ha imboccato una strada che non ha più lasciato.

«Prima ho fatto un corso alla scuola Artas, che aveva sede non lontano dal Carrefour — spiega Susanna —. Poi, quando ho terminato gli studi, sono andata sei mesi a Londra, per fare pratica nei tanti centri di tatuaggio che ci sono in quella città. Quando sono tornata a Massa, il mio ragazzo ha aperto un locale ed io ho deciso di aprirne uno poco distante». Malgrado la crisi, il coraggio di questa giovane finora è stato premiato.

«Da me vengono in un anno oltre cento persone. In genere l’età varia dai 18 ai 40 anni ma ho avuto come clienti anche uomini di 60 anni. I prezzi variano: la spesa media è di circa 100 euro ma c’è chi ne spende 50, magari per una lettera, e chi spende molto di più». Quali tatuaggi preferiscono i massesi? Gli aneddoti si sprecano. Con il passare degli anni, ad esempio, sono aumentate verticalmente le persone che si presentano per nascondere un vecchio tatuaggio.

«Di solito sono persone che si erano fatte tatuare il nome del fidanzato o della fidanzata. Ora hanno un nuovo amore e devono nacondere tutto. Le strade sono due — spiega Susanna — o si usa il laser, ma è una strada abbastanza costosa e dolorosa, o il vecchio tatuaggio spalla viene coperto con uno più grande». E basta curiosare nel catalogo per scoprire massesi che si erano fatti tatuare sul braccio un «L» che poi è diventata una sorta di albero. Ma ci sono anche i pentimenti «ideologici», non solo quelli amorosi.

E così una falce e martello è diventata il volto sorridente di Lupen, un personaggio dei cartoni animati. Dalla guerra politica del secolo scorso all’ironia con poche aggiunte di colore. Ma c’è anche l’amore paterno e materno, con padri e madri che si fanno tatuare i nomi delle figlie. Quelli non saranno mai cancellati.


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